Escavo dei fondali e colmate: controlli batimetrici
27 Ottobre 2026
Dragaggi, opere di contenimento e colmate modificano simultaneamente la geometria del bacino e lo stato tensionale del terreno. La programmazione deve rendere compatibili scavo, movimentazione dei materiali e costruzione dei nuovi piazzali, su un riferimento topografico comune e con una successione definita delle aree disponibili.
Il caso Pizzoli e Marisabella, porto di Bari
Il completamento dell’area Pizzoli e Marisabella, documentato da Fincosit, integra escavo dei fondali, nuovi banchinamenti, colmata e pavimentazioni, con strutture a massi e a cassoni nello stesso intervento. Le considerazioni che seguono riguardano criteri generali di controllo; quantità, destinazione dei materiali e limiti operativi sono quelli fissati dal progetto e dalle autorizzazioni.
Rilievo iniziale e riferimento altimetrico
Il rilievo batimetrico di prima pianta definisce lo stato di riferimento per la contabilizzazione e il collaudo. Il datum altimetrico e le correzioni applicate (marea, assetto, velocità del suono) devono essere esplicitati e coerenti con gli elaborati. Rilievi eseguiti con riferimenti o correzioni differenti non sono direttamente confrontabili: la verifica metrologica precede il calcolo dei volumi e la valutazione delle tolleranze.
Escavo e protezione delle opere esistenti
La scelta del mezzo e della sequenza dipende da natura del materiale, profondità e accessibilità. In prossimità delle strutture esistenti lo scavo non deve asportare il terreno necessario alla stabilità né alterare l’imbasamento; fasce di rispetto e ordine delle lavorazioni sono definiti nel progetto esecutivo. Le modalità di movimentazione devono essere coerenti con la caratterizzazione dei sedimenti e con le destinazioni autorizzate, con monitoraggi ambientali dotati di soglie e azioni correttive.
Contenimenti e costruzione della colmata
Il perimetro di contenimento è realizzato in coordinamento con i riempimenti. L’applicazione dei carichi per fasi modifica spinte e pressioni interstiziali: stabilità e deformazioni vanno verificate anche nelle configurazioni intermedie. Granulometria, segregazione e modalità di stesa condizionano la risposta del materiale. La pavimentazione è subordinata all’accettazione del piano di posa e alla stima dei cedimenti residui; drenaggi e reti vanno completati prima delle chiusure che ne limitano l’accessibilità.
Coordinamento tra fondali e aree operative
Il caso di Bari è richiamato nelle considerazioni di Alessandro Mazzi sulle connessioni intermodali: l’incremento del pescaggio deve essere accompagnato dalla piena funzionalità di banchine e piazzali. Quote di dragaggio e quote di colmata appartengono a lotti distinti ma concorrono alla stessa configurazione portuale. La produttività dello scavo va commisurata alla capacità di ricezione del materiale, e ogni consegna parziale richiede rilievi, registri e condizioni d’uso documentate.