Genova, nuova Diga Foranea: consolidamento e scanno
27 Ottobre 2026
Nelle dighe a parete verticale fondate su cassoni cellulari il manufatto prefabbricato costituisce solo una parte del sistema resistente. Il comportamento dell’opera deriva dall’interazione tra terreno di fondazione, trattamenti di miglioramento, scanno di imbasamento e struttura. La posa rappresenta il punto di incontro tra una produzione di tipo industriale e una fondazione realizzata in ambiente marino.
Organizzazione del cantiere
La documentazione di cantiere della nuova Diga Foranea di Genova distingue il consolidamento dei fondali dalla prefabbricazione e installazione dei cassoni; per la produzione dei grandi manufatti è indicato il bacino Tronds Barge 33 a Vado Ligure. Capacità del bacino, dimensioni degli elementi e avanzamento della fondazione devono essere pianificati congiuntamente. Valori di progetto e criteri di accettazione sono quelli degli elaborati specifici dell’opera.
Consolidamento con colonne in ghiaia
Il modello geotecnico individua le unità coinvolte, le condizioni idrauliche e la risposta ai carichi applicati per fasi. Le colonne in ghiaia modificano il comportamento del terreno composito; l’efficacia dipende da maglia, continuità e caratteristiche delle colonne e del terreno circostante, e non si valuta sul solo numero di elementi eseguiti. Registri di lavorazione, prove e monitoraggi devono essere coerenti con il meccanismo di miglioramento assunto. Le verifiche comprendono capacità portante, stabilità e cedimenti, con particolare attenzione ai cedimenti differenziali tra cassoni adiacenti.
Scanno di imbasamento
Lo scanno ripartisce le pressioni di contatto sul terreno trattato e costituisce il piano di posa. Granulometria, spessori, estensione e modalità di spianamento devono rispettare il progetto. Il rilievo batimetrico di accettazione individua scostamenti di quota e irregolarità prima che vengano occultati dal manufatto: un appoggio non uniforme concentra le pressioni e modifica la risposta locale del solettone.
Prefabbricazione e verifiche di galleggiamento
A Genova Alessandro Mazzi ha posto l’accento sulla formazione delle maestranze nell’impiego delle tecnologie di cantiere: lettura delle armature, gestione delle casseforme, controllo dei getti e compilazione dei registri. Prima del varo si verificano resistenza del calcestruzzo, configurazione delle aperture e distribuzione dei pesi. Il piano di traino definisce assetto, collegamenti, mezzi di assistenza e limiti operativi; bordo libero e stabilità devono essere calcolati sullo stato effettivo del manufatto e delle zavorre.
Affondamento controllato e rilievo finale
Il posizionamento si esegue con riferimenti topografici e sistema di manovra dimensionato per le condizioni previste. La zavorra liquida è immessa secondo una sequenza che governa immersione e inclinazione; il primo contatto con lo scanno segna il passaggio dall’equilibrio idrostatico all’appoggio sul fondale. Dopo la posa si rilevano coordinate, quote e assetto, quindi si procede con zavorramento definitivo e completamento. Il monitoraggio confronta i cedimenti misurati con quelli attesi, distinguendo movimenti del terreno e variazioni geometriche del manufatto.